venerdì 26 ottobre 2018

#leciclabili - Sostenibile 1


Tanta è la strada da fare perché tutto diventi sostenibile. E noi facciamo la nostra piccola parte in una bella domenica d'autunno. Lasciamo a casa l'auto e ci muoviamo in bicicletta e con i mezzi pubblici, immergendoci nella meraviglia della nostra terra. Il viaggio lento aiuta a scoprire la bellezza nascosta nei luoghi. Piccole azioni quotidiane per una mobilità sostenibile.


#verticalorme #mtb #mountainbike#versantesudedizioni #visitbergamo@visitbergamo.net #terredelvescovado@terredelvescovado #invalcavallina ValCavallina#valleseriana #promoserio #visitlakeiseo Visit Lake Iseo #adda
 — presso Traghetto Di Leonardo, Imbersago.

martedì 23 ottobre 2018

#sisifofelice e #letraversiadi - Diario di produzione 7 - Sulle tracce di Franco e Angelo.

MI PIACEVA ESSERE CATTIVO CON LA NEVE


Continuano gli incontri ed ogni persona incontrata ci dona qualcosa di prezioso, ci apre nuovi scenari, ci fornisce inconsapevolmente nuove chiavi di lettura di ciò che è stato. Così si schiudono inattese finestre da cui affacciarsi e troviamo nuovi ganci per raccogliere altre testimonianze.
Come faremo ad impastare questi frammenti in un racconto corale? È una grande sfida. Ancor più che compiere la traversata sciistica delle Orobie, anche perché quella ormai l'abbiamo già fatta, mentre il film è tutto da fare e deve prendere una forma compiuta che nelle nostre teste inizia ad assumere contorni incerti, abbozzi probabili e improbabili. Durante il montaggio son certo che troveremo la giusta alchimia.
Per ora grazie a Alessandro Gherardi abbiamo incontrato il falegname e i suoi ricordi di come amava sciare ci han riportato alla mente il nostro sciare o per meglio dire: il nostro andar per monti con gli sci.

Alberto dixit "In questa clip: Domenico Avogadro, falegname, sciatore e ciclista, nel dopoguerra aveva costruito un paio di sci, per regalarli a Angelo Gherardi, futuro “inventore”, con Franco Maestrini, della traversata delle Orobie con gli sci."

LA CLIP - https://vimeo.com/295996880

lunedì 22 ottobre 2018

#verticale - Piroclastiti


Mi è sempre piaciuto questo nome: pi-ro-cla-sti-ti. Pronunciarlo riempie la bocca, rotola all'inizio per poi esplodere a metà e rimbalzare alla fine. È un bel nome per una roccia. Una roccia dalla storia unica, direi esplosiva. E quando la strizzi tra le dita, fa una certa impressione pensare che stai scalando su una roccia originatasi dalla deposizione di ceneri, lapilli e bombe proiettate verso il cielo dall'attività esplosiva di antichissimi vulcani. Ecco, se scalare su una parete di granito non è un problema e non c'è che l'imbarazzo della scelta, per farlo su rocce piroclastiche devi per forza venire in Valle Seriana, al Pinnacolo di Maslana. E arrivare sulla cuspide del terzo torrione lungo "La scala del cielo" é un gran bel viaggio.

#verticale - Si ritorna


Oggi ho mollato la due ruote. Avevo voglia di leggerezza e di vuoto, di roccia ruvida e di silenzi. Avevo voglia di godermi il tempo lento dell'arrampicata, lunghezza dopo lunghezza sino sulla cima di un torrione solitario. Avevo voglia di spazi colmi di cielo, di nebbie e di sole. Avevo voglia di attimi verticali. E tra le mie montagne di casa sono ritornato ed ho trovato tutto questo. Che spettacolo!


#verticalorme #versantesudedizioni
 — aValbondione.

#perdersinmountainbike - Copertina

Ed ecco la copertina.
Che soddisfazione giungere al termine di questa avventura.
Che soddisfazione vedere questo scatto diventare La Copertina.
Ormai siamo alle ultime battute e la prossima settimana si va in stampa.
Non vedo l'ora di soppesare questo nuovo volume tra le mani, di annusare l'odore della carta e dell'inchiostro freschi di stampa, di sentire il frusciare delle pagine mentre scorrono tra il pollice e l'indice.
E poi leggere qua e là tra le schede ed i racconti, guardare le foto e sentire che effetto ti fa nel vederle stampate sulla carta.
Infine, per chi desidera #perdersinmountainbike, vi anticipo che

martedì 27 novembre, ore 21
nella rassegna Il Grande Sentiero
presso il GAN di Nembro
ci sarà la presentazione del libro
in compagnia dell'amico Davide Sapienza.


Vi aspetto.

I due spettacolari bikers ritratti sono nientepopodimeno che Stefano Codazzi e Marco Roncoroni



#sisifofelice e #letraversiadi - Diario di produzione 6 - Sulle tracce di Franco e Angelo.

MARIA E I RICORDI
“Cerco di avere meno ricordi.” Così afferma Maria e poi racconta divertita di quando, durante la traversata dell’80, raggiunse Franco e gli amici a Cà San Marco, per portare loro “abbondanti viveri”. E con Alberto, nel tentativo di raccontare questa storia, ci muoviamo in bilico come funamboli, scavando con rispetto tra i ricordi personali per fare riemergere e mantenere una memoria collettiva di ciò che è accaduto.
I ricordi sono fragili e intimi, come tali devono essere trattati, con molta cura.
Ancora una volta prende forma l’eterna contraddizione messa sapientemente in scena nel film “Hiroshima mon amour” per cui il regista Alain Resnais disse “Abbiamo il dovere e la volontà di ricordarci, ma siamo obbligati a dimenticare per vivere”, riprendendo così l’affermazione della sceneggiatrice del film, la scrittrice Marguerite Duras, che lapidaria affermò “Per vivere bisogna dimenticare”.


Ed ecco il nuovo trailer preparato da Alberto
MARIA E I RICORDI
"Maria Bigoni Maestrini, moglie di Franco Maestrini, ideatore della traversata delle Orobie con Angelo Gherardi, ricorda, ma non ama i ricordi. Giovanni, maestro di sci e gestore del rifugio S. Lucio, mostra la fotografia in cui Franco è a sua volta maestro di sci."

#perdersinmountainbike - Il viaggio

Sono trascorsi due anni.
Il viaggio è stato lungo e lento, con alti e bassi.
È partito in sordina e poi è andato in crescendo, pedalata dopo pedalata, montagna dopo montagna.
Ed ora eccomi giunto sul crinale da dove scorgo la fine del viaggio.
Qui ripenso a tutti i giorni passati in sella, a tutte le notti trascorse davanti al computer.
Qui, nell'abbraccio dei monti, sento il sostegno della terra, la "mia" terra, in uno dei luoghi che più amo, mentre osservo gli amici che si allontanano e i laghi che riverberano barbagli di luce.
A breve si va in stampa.
Oggi ho catturato l'immagine per la copertina, proprio come la volevo.
Sono felice, è stato un bel viaggio, a volte solitario, a volte in buona compagnia.
Un viaggio ricco tutto da raccontare, tutto da ripercorrere, anche solo sfogliando le pagine del libro che sarà.

mercoledì 17 ottobre 2018

#perdersinmountainbike - Luce

Domenica 7 ‎ottobre ‎2018, ‏‎11:16:29 – Monte Pizzetto - 1208m slm (Peia)

Le citazioni sarebbero infinite, si potrebbe iniziare dal film Blues Brothers sino ad arrivare alla poesia di Salvatore Quasimodo. Ora però voglio restare concentrato su quell'attimo in cui entro nel bosco e mi sembra che qualcuno abbia spento la luce. Poi lascio correre la bicicletta e mi abituo alla penombra. E d'un tratto mi ritrovo ad attraversare, come per incanto, lame di luce che danzano tra i tronchi e si riflettono sull'acciaio e le cromature della bicicletta. Allora intuisco che sta accadendo qualcosa di magico ed effimero, presto tutto scomparirà. Mi fermo, mi volto. Incredulo provo a catturare quella magia, e mi rendo conto che uno scatto non potrà mai racchiudere le sensazioni vissute in quegli istanti. Perché il profumo del bosco, il calore della luce sulla pelle, il sapore di sudore che ho sulle labbra ed il suono di sassi smossi dalle ruote che si perde nell'abetaia lo posso sentire solo in quell'istante. Allora con gli amici ci gioco, con le biciclette e la luce, tra gli alberi e le pietre. Poi a lungo me ne resto seduto ed immobile a godere di quel dono, con i sensi aperti e mai sazi di ciò che raccolgono. Infine riprendo la mia bici e mi immergo nuovamente nella penombra del bosco, mentre le lame di luce danzano ancora negli occhi.

#perdersinmountainbike - Profondità

Domenica 7 ‎ottobre ‎2018, ‏‎10:38:54 – Monte Sparavera - 1369 m slm (Gandino)


Piani inclinati che fuggono lontano, si rincorrono, si affannano, si superano infine lasciano spazio al vuoto della valle. E finalmente trovi quello perfetto: il piano inclinato con la giusta pendenza, pulito ed essenziale, una linea tesa tra due punti su cui fare rotolare le tue ruote. Oltre, lo sguardo sprofonda sino a trovare riposo tra i riverberi delle placide acque del lago.

#verticalorme #mtb #versantesudedizioni #visitbergamo #invalcavallina#valleseriana #promoserio #valgandino

#perdersinmountainbike - Giornata bigia

Sabato 6 ottobre 2018, 10:43:18 – Monte Sparavera 1369m slm (Gandino)

Ma quanto sono belle le nostre montagne? Anche con la giornata un poco bigia non si può che restare meravigliati dallo spettacolo che si presenta davanti alle nostre ruote.

#verticalorme #mtb #versantesudedizioni#visitbergamo #invalcavallina #valleseriana#promoserio #valgandino
 — con Carlo Cortinovis presso Sparavera.

martedì 16 ottobre 2018

#viaggiolento - APPUNTI DI VIAGGIO

#viaggiolento - Un viaggio lento, una promessa che l'acqua sa mantenere. Verso un vuoto colmo di blu da attraversare: letture e sguardi, parole e respiri.
Livorno - Porto

2 #viaggiolento - Attraversare un'isola. Gustarne i profumi e i sapori. Apprezzare la consistenza della luce che scivola attorno ai luoghi, in equilibrio tra terra e acqua, rincorrendone le ombre. Viaggiare senza scoprire nulla di nuovo, semplicemente posando lo sguardo sulla bellezza che mi circonda. Mille, duemila, tremila anni fa altri sguardi mi hanno preceduto, accompagnati, penso, dal medesimo stupore.
Tharros - Sardegna

3 #viaggiolento - Il viaggio lento dilata il tempo, a dismisura. E senza che te ne accorgi arriva la sera. Lentamente nuoti bracciata dopo bracciata, con piacere senti il corpo che scivola sull'acqua. Infine esci sulla spiaggia deserta. È ora di cena.
Is Arutas - Sardegna

4 #viaggiolento - Quando ho tempo e ho dei sassi per le mani, in equilibrio ascolto il fragore della risacca e lascio tracce sbilenche, con piacere.
Buggerru - Sardegna

5 #viaggiolento - Fenici, Greci, Punici, Etruschi, Romani, Vandali, Mori, Turchi, Normanni e chissà quanti altri popoli ancora hanno solcato queste acque. "Mare nostrum", ma "nostrum"di chi? 
Le stesse acque, rimestate dalle correnti e increspate dai venti, squassate dalle tempeste e lisciate dalle bonacce, si frangono su tutte le sponde, senza differenza alcuna se le cale, le spiagge o le scogliere si trovano in Europa, Medioriente o Africa. Il suono della risacca non cambia da nord a sud, da est ad ovest, ovunque è la voce del Mediterraneo che si fa sentire e che i più sordi non vogliono ascoltare. Queste sono le acque di tutti i popoli, i mari dovrebbero unire e non essere bara per i più deboli.

Cala Domestica - Sardegna

6 #viaggiolento - Scintillano
Scintillano nel cielo
sulle ciglia della terra.
Tutte ruotano lentamente
attorno a quel punto di luce.
Lei ferma non si scompone
e indica la direzione.

Piscinas - Sardegna

7 #viaggiolento - Per quanto si viaggi lentamente, prima o poi si giunge sempre al termine di ogni viaggio.
Olbia - Porto

lunedì 15 ottobre 2018

ALLENARSI! Un ritorno

Grazie Alberto per il ritorno mesto e il montaggino riaggiornato.
Io non ci voglio tornare, mi viene il magone al solo pensiero.
La Cava voglio ricordarla come era e come l'abbiamo raccontata in ALLENARSI!
Ero convinto che potessimo salvarla, ma così non è stato.
Quasi mi commuovo a rivedere Dan, Piera, YuriGiangiRom, Gio, Nico e Sean che scalano in questo luogo, ormai relegato alla memoria.
Un luogo, le sue memorie e le sue storie per sempre cancellati.
Solo le immagini da noi raccolte a tentare di testimoniare la bellezza e la ricchezza di quelle pietre e delle persone che le frequentavano.
Ecco cosa aveva scritto Gio nella nostra chat:

"Quello che mi piaceva di più della cava, oltre all'ambiente insolito e particolare e alle vie certo non tutte stupende (ma a me piacevano tutte) è che non c'era bisogno di mettersi d'accordo, ci andavi e basta. Eri sicuro di trovare sempre qualche socio o qualche forestiero per arrampicare o fare due chiacchiere e se proprio ti andava male c'erano i traversi. Poi in poco spazio c'erano tante vie tutte diverse, vie più facili (mica tante e non proprio semplici) è vie molto difficili, i tiri erano abbastanza corti e anche se c'era pieno riuscivi sempre a scalare. Trovavi sempre qualcuno che ti metteva la corda sul tiro duro o che te lo faceva provare spiegandoti i movimenti. Ma forse eravamo solo noi che eravamo più giovani ." 
Ecco, oggi tutta questa ricchezza non c'è più.

ALLENARSI! Un ritorno

domenica 14 ottobre 2018

QUELLI CHE STANNO A NORD - DIECI ANNI DOPO


A quarant’anni dalla prima salita della via “Placido”
A dieci anni dalla presentazione del film
Il Rifugio Albani (Colere, Bergamo) propone
QUELLI CHE STANNO A NORD
un film di Maurizio Panseri e Alberto Valtellina
Dove e quando?
Rifugio Albani – Sabato 11 Agosto – ore 20,30
Cosa?
- 4, 5, 6 Agosto 1978
Quattro forti alpinisti di Colere, fra cui Livio Piantoni, guida alpina, aprono una difficile via sulla parete Nord della Presolana, in Val di Scalve: la via “Placido”. La salita è documentata da un bellissimo filmato in Super 8.
- Agosto 2008
Yuri Parimbelli e Robi Piantoni, figlio di Livio, a sua volta guida, ripetono la via, nasce il film QUELLI CHE STANNO A NORD.
Roby Piantoni ha il ruolo del “mediatore”, alla ricerca dei protagonisti della salita del 1978, con il suo aiuto il film racconta questi abitanti della Valle di Scalve che non sono rimasti insensibili al fascino della Parete Nord della Presolana.
- 11 Agosto 2018
A quarant'anni dalla prima salita, a dieci dalla produzione, il film QUELLI CHE STANNO A NORD viene riproposto nel luogo di riferimento per gli alpinisti della Nord: il rifugio Albani. Una passione che continua! Al termine della proiezione Maurizio Panseri e Ennio Spiranelli ripercorreranno la storia alpinistica della Presolana con alcuni degli "apritori" delle vie sulla parete Nord.




È stata una serata incredibile. "Quelli che stanno a nord" è diventato un racconto corale ed intenso in cui molti hanno portato un loro frammento di vissuto alpinistico e umano. Un grazie immenso a tutti, a chi ha partecipato, a chi si è raccontato, a chi ha ascoltato, a Sandra e Chicco che ci hanno ospitati, a Ennio Spiranelli, fucina di vie e di idee, compagno anche in questa avventura, alla Regina che silenziosa osservava.



questo link rimanda alla pagina web di Alberto Valtellina e alla visione di QUELLI CHE STANNO A NORD
Buona visione!

sabato 13 ottobre 2018

#sisifofelice e #letraversiadi - Diario di produzione 5 - Sulle tracce di Franco e Angelo.


Nel diario di produzione ci sta pure la creazione del bannerino fatto da Alberto.

E ci aggiungo pure qualche riga estratta dalla chat intrattenuta con Mattia in questi giorni.
"La raccolta delle storie e delle memorie dei luoghi e delle persone, come delle emozioni che ci nascono dentro, per me è un'avventura seria tanto quanto quella che si affronta nello scalare una grande parete o nel 
compiere una lunga traversata. Quindi cerco di farlo con la maggiore cura ed attenzione, poi non è detto che ci si riesca sempre ma ci si prova ogni volta. Con le storie altrui è ancora più delicato, è come essere un archeologo o un paleontologo che lentamente spennella, ripulisce strato dopo strato e fa emergere ciò che è invisibile e che andrebbe irrimediabilmente perduto. Con la differenza che sotto gli strati di polvere e del tempo non vi è materia inerme ma qualcosa di estremamente intimo e fragile"

E qui taglio perché si andrebbe molto lontano, troppo lontano e noi vogliamo solo raccontare una storia fatta di sci, di neve e di persone.

#sisifofelice e #letraversiadi - Diario di produzione 4 - Sulle tracce di Franco e Angelo.

Grazie Giuliano



E mentre scorrono le immagini di Re Cardu che, dalle rive lariane, sale sulla sommità del Grignone, da dove rimira soddisfatto il suo regno, con Alberto continua la traversata alla ricerca di ricordi, di testimonianze, di materiali e di qualsiasi cosa ci possa raccontare di quelle traversate del 1971 e del 1974.
Ieri abbiamo incontrato chi c'era, chi dal 8 al 16 maggio del 1971 con Franco Maestrini e Angelo Gherardi ha fatto la prima traversata scialpinistica delle Orobie.
Lui c'era.
Lui ci ha raccontato.
Lui ci ha fatto un regalo inaspettato.
Lui si chiama Giuliano Dellavite.
Grazie Giuliano.

venerdì 12 ottobre 2018

#perdersinmountainbike – Dejà vu

Sabato 16 giugno 2018, 13:20:02 – Val Nossana 880m slm (Parre)

Quello che provo in certi momenti, l’ho già vissuto, l’ho già provato e ha già trovato forma nella parola scritta, nei miei neri su bianco. 
Ci sono attimi difficili da raccontare.
Se metto a fuoco un dettaglio, perdo il disegno dell’insieme. Se mi concentro sul panorama, perdo tutti i particolari che lo compongono. In entrambi i casi il senso di ciò che ho fatto, di ciò che mi ci
rconda, mi sfugge tra le dita. Ho bisogno di tempo affinché tutto ciò che ho provato e vissuto possa sedimentare e, quella tempesta di emozioni, ricordi e sentimenti, che si scatena dentro, nel profondo, si acquieti.
Solo così riesco ad apprezzare ogni particolare che, come tante tessere di un puzzle, va a comporre un quadro compiuto.

#verticalorme#versantesudedizioni

#perdersinmountainbike - Epic ride


Un Epic ride si distingue da qualsiasi altra gita per quattro caratteristiche: 
1 - gli ambiente spettacolari che si attraversano
2 - la fatica smisurata nel portare la bici in spalla durante la salita
3 - la libidine che si gusta durante la discesa infinita e tutta in sella
4 - gli incontri singolari e piacevoli che si fanno lungo il cammino.
Questa cavalcata con la salita al Lago Nero, la traversata alla Valsanguigno e la discesa su Novazza, di diritto entra nel novero delle Epic ride.
Nell'immagine il Carlino, al secolo Carlo Cortinovis, cerca di convincere le locals ad invitarci a pranzo.

Inutile specificare che l'esito è stato negativo, chi inviterebbe mai al suo desco due biker sporchi e sudati.
Che spettacolo!

giovedì 11 ottobre 2018

#sisifofelice e #letraversiadi - Diario di produzione 3 - Sulle tracce di Franco e Angelo.

Continua il lavoro di produzione del film.

Con Alberto stiamo seguendo fili e tracce, raccogliendo memorie e ricordi, collezionando articoli e fotografie, incontrando chi c'era, chi ha vissuto e chi ha respirato l'aria frizzante di quelle prime ed uniche traversate firmate anni'70 e che ha voglia di raccontarsi e di raccontarci di Franco e Angelo.
La memoria dei luoghi si intreccia alle memorie di vita e nuove storie prendono forma.
Mentre io restituisco questo procedere con la scrittura, Alberto lo fa a modo suo: con le immagini.
Nascono così brevi video, appunti per immagini, che spiazzano, incuriosiscono, interrogano.

Alberto dixit: "Sosta forzata ai Piani dell'Avaro "Traversata" o "Le traversiadi". Maurizio e Marco ripercorrono le tracce di un progetto di Angelo Gherardi e Franco Maestrini, la traversata delle Orobie con gli sci. Questa volta da Varenna a (in corso). Io seguo da casa e fornisco supporto ove necessario. Qui raggiungo (e soccorro) i due alpinisti ai Piani dell'Avaro, dove si sono dovuti fermare a causa di uno sci spezzato.
Il filmato è girato in Cinemascope, perché se è vero, come diceva Fritz Lang ne Il disprezzo, che il Cinemascope va bene per riprendere serpenti, credo che allo stesso modo vada benone anche per gli sci."
TEASER 1

Alberto dixit: "Il progetto in breve: Maurizio e Marco ripercorrono le tracce di Angelo Gherardi e Franco Maestrini, la traversata delle Orobie con gli sci.
Qui da Varenna a Pasturo."TEASER 2

Alberto dixit: "Appunti telefonici. Angelo Gherardi, quando effettuò la traversata delle Orobie con gli sci per la prima volta nel 1971 non aveva un telefono cellulare, il gruppo di alpinisti che ripetè l’impresa nel1980 aveva due cineprese Super 8 e non aveva il telefono cellulare. Marco ha il telefono cellulare, libretto per appunti."
TEASER 3

E qui trovate il link alla pagina di Alberto con il suo diario di produzione: LINK