LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film

LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film
LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film

venerdì 27 gennaio 2012

MISTO GRANITE

Inverno 2011-2012. 
Dopo un bell'esordio in Valseria in compagnia di Ennio e Yuri, ho rimesso il becco, anzi le becche nella nostra Valcanale. Da anni le cascate di fondovalle si formavano poco e male. Quest'anno già prima di Natale il Couloir del Secco ed il Chignol del Gal, anche se con poco ghiaccio e con molta attenzione, erano salibili. Poi sono andate piano piano in gran forma e si sono aggiunte pure Vertical Ice e il Pattinaggio. Insomma un bel parco giochi a mezz'ora da casa, dove è possibile anche una toccata e fuga mattutina o serale. Se poi allarghiamo il raggio d'azione alla Valle Brembana, anche lì non c'è che l'imbarazzo della scelta, non solo la Cascata dei Mughi, che è stata tra le prime a formarsi, è pronta ad ospitare le nostre becche, ma c'è pure La Nicchia, La Rana, Il Traverso, La Condotta, Valleve.
MISTO GRANITE: le immagini
le fughe pomeridiane in Valcanale e le puntate in Val Brembana mi hanno riportato a cinque anni fa, agli esordi: alle Granite del Colonnello.

LA GRANITA DEL COLONNELLO - lunedì 12 febbraio 2007 23:39
Da tempo aveva un desiderio, una voglia, un prurito, ma il vecchio lo allontanava ogni volta da sé, con le scuse più banali, ingannandosi ogni volta, cercando una via di scampo che non lo mettesse con le spalle al muro, schiacciato dall’inconfessato desiderio. Una granita, un bicchiere di ghiaccio tritato, semplice, fresca, solida acqua. Scacciava l’immagine ogni qual volta gli si presentasse, ma le tempie restavano a lungo fresche ed il centro della fronte ghiacciato sino a fargli male.
Ma si sa, i vecchi perdono la memoria e con essa i freni inibitori. Anche il colonnello non si sottrasse a questa regola dettata dal tempo, non si ricordava più il perché ed il per come di quelle continue fughe di fronte all’algido mucchietto di ghiaccio tritato.
Non vi dico che gioia pervase le sue intorpidite membra, ma ciò non bastò per renderne lucido il pensiero di quelle fughe interrotte. Si precipitò in cantina alla ricerca degli idonei attrezzi utili per
triturare il ghiaccio. Infine li trovò, li spolverò e ne verificò l’affilatura, importantissimo e fondamentale aspetto per ottenere del buon ghiaccio finemente tritato.
Per una buona granita è fondamentale la qualità del ghiaccio, ciancicò tra se il colonnello, che, memore di alcuni spot pubblicitari, immediatamente s’immaginò monti innevati, distese glaciali e flussi ghiacciati.
Baldanzoso parti e si ritrovò ben presto sul fondo di valli ombrose, arrancando nella neve alta, per giungere ai piedi di silenziose cascate pietrificate dal gelo. Già pregustava il momento in cui avrebbe iniziato  a triturare quel ghiaccio dalle mille sfumature, una per ogni sapore
che già sentiva sulla lingua.
Si guardò attorno, stupito vide altri intenti a macinare ghiaccio, evidentemente molto tempo era passato, i suoi attrezzi erano degni di un museo, ma non si disperò ed inizio a staccare piccole scaglie, lentamente, piano piano, facendo attenzione che si frantumassero bene.
Alla fine della giornata, contento del lavoro svolto e del bel mucchietto, accumulatosi giù la in fondo, si ricordò di avere scordato a  casa il bicchiere, il cucchiaino, la cannuccia ed il suo sciroppo preferito: azzurro anice.
GRANITA DELLA CONDOTTA - le immagini


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