LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film

LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film
LE TRAVRESIADI: appunti di viaggio e diario di produzione del film

giovedì 22 settembre 2016

COL PIERO IN PARADISO

COL PIERO IN PARADISO
Dalle creste della Filaressa al Pizzo Paradiso






Il Piero, prima che mi accompagnasse in Paradiso, per me era solo una presenza virtuale, quello che per molti, ancora oggi, è PieroWeb.
È impossibile anche per noi, che non siamo certamente la generazione dei nativi digitali, non esserci imbattuti nel PieroWeb. Se in google cerchiamo informazioni sulle escursioni nelle Orobie, se digitiamo il nome di una cima o di un sentiero, è certo che nelle prime schermate ci troveremo un rimando a www.pieroweb.com.
Il sito, attivo dal 2001, è un vero e proprio portale che già fa trasparire l’indole e il carattere del nostro personaggio. Non è un’asettica raccolta di centinaia di escursioni e di tutte le info utili per organizzare ogni tipo di gita sulle Orobie, molti sono i contributi degli amici. Ci sono relazioni, racconti, immagini, musica, link che rimandano ad approfondimenti, cartografie, altri siti; c’è pure un canale You Tube e una pagina di Facebook molto frequentata. Navigando si ha la sensazione di essere presi per mano e accompagnati lungo i sentieri e tra i monti, grazie anche ad una ricca ed esaustiva documentazione fotografica.
Finalmente, in un pomeriggio d’inverno, ho la fortuna di conoscere il Piero. Fissiamo il nostro primo appuntamento. Per la nostra prima chiacchierata in cammino ci ritroviamo a percorrere il crinale che separa le nostre due case, i due paesi in cui viviamo. Camminando viene tutto più semplice, più naturale. Condividere i passi è il modo migliore per conoscerci e per me, raccoglitore di storie, ascoltare i suoi racconti fatti di passione, di montagne e di amicizia. Il Piero è nato e vive a Zogno, da lì parte per le sue scorribande nelle vallate bergamasche e alpine. Sostiamo sulla cima della Filaressa e quindi proseguiamo oltre, giunti sulla cima del Costone mi indica il suo paese e tra i tetti, che si affastellano attorno alla parrocchiale, quello di casa sua.
Con la sua voce briosa e irrequieta mi racconta dei suoi progetti e delle sue numerose attività, è piacevole ascoltarlo e cogliere la sua particolare visione delle cose sempre proiettata verso il futuro, verso ciò che ci attende e ciò che può accadere, il tutto amalgamato da curiosità ed energia.
Piero - 73 anni, sposato e padre di due figli -  affonda le sue radici e vive da sempre in quel pezzo di Valle Brembana che si stende ai nostri piedi. Laureato in Lettere, per 30 anni è stato professore, di cui 25 presso le scuole medie di Zogno. Ancora oggi è il riferimento per molti dei suoi ex alunni, per alcuni di loro è diventato “Il Prof delle Orobie”. Nel 2000, arrivata la pensione, finalmente può dedicarsi alle sue passioni: alla montagana, alla fotografia e all’informatica. Nell’arco di un anno le tre cose si fondono e danno origine al progetto “ObbiettivOrobie”, ovvero il portale di PieroWeb.com, che quest’anno compie 15 anni.
Con lo sguardo percorriamo le cime delle Orobie elencandole in un gioco di rimandi in cui ognuno aggiunge un tassello, il nome di una cima, la quota di un colle. In lontananza gli indico la mole del Pizzo dei Tre Signori e poi l’evidente incisione della Bocchetta d’Inferno e lui rilancia: “… e dopo l’inferno c’è il paradiso”. Io non colgo a cosa alluda il gioco di parole e dopo la bocchetta faccio notare l’inconfondibile profilo triangolare del Pizzo di Trona. Piero non molla e mi dice che la sua non è una battuta ma che quel profilo tondeggiante, tra la Bocchetta d’Infermo e il Pizzo di Trona, ha un nome e si chiama Pizzo Paradiso. Lo guardo stupito e gli confesso di non sapere nulla della sua esistenza. Piero mi guarda e dice: “Allora l’estate prossima ci andiamo insieme a fare un giro”.
Il tempo passa e l’estate arriva, puntuale arriva anche il Piero e con una telefonata mi invita in Paradiso. Qualche giorno dopo mi ritrovo, con lui e alcuni suoi amici, lungo la strada che sale ai Piani dell’Avaro, al punto di partenza del sentiero per il rifugio Benigni. Piero mi accoglie come se ci fossimo salutati ieri sera ed il cammino non si fosse mai interrotto in questi mesi di lontananza. Imbocchiamo il sentiero e sul ritmo dei passi riprendono i racconti. Piero ha sempre amato camminare ma prima di andare in pensione tra gli impegni familiari e di lavoro non riusciva a dedicarsi con costanza a questa passione. “Sono fortunato” mi dice sorridendo “Sono andato in pensione presto e in questi 15 anni ho avuto la possibilità di coltivare le mie passioni e di scegliere a mio piacere le giornate per andare in montagna”. Mentre chiacchieriamo cammina con regolarità, mai veloce e con un passo costante e attento, la Valle Salmurano si apre davanti a noi. Piero decide di salire verso la Bocchetta di Trona passando sotto le pendici settentrionali del Pizzo Giacomo. Io lo seguo senza riserve e gli chiedo se vada mai a spasso da solo. “Preferisco – dice Piero, mentre sale la ripida traccia - andare in montagna in gruppo, con gli amici, anche se non mi dispiace camminare da solo. Quando sono solo mi sento libero di scegliere a mio piacere la meta, il passo, le soste. Da solo, per questioni di sicurezza, scelgo percorsi facili e brevi, anche per non mettere in ansia i familiari a casa.”
Il tempo scorre, come scorre il sentiero sotto i nostri passi, e ci ritroviamo alla bocchetta, dove ci godiamo una sosta per uno spuntino ed un sorso di the. Ci guardiamo attorno godendoci il silenzio e i panorami che si aprono sul versante valtellinese. Rompo il silenzio: “Piero! I luoghi che attraversi cosa ti raccontano?” Ci pensa un attimo come se stesse raccogliendo le idee: “I luoghi che attraverso, come questo angolo di mondo su cui siamo affacciati, mi raccontano della bellezza del creato, fatto di montagne, di piante e animali ... mi meraviglio che tanta bellezza la si possa trovare appena fuori casa. Mi stupisco nel riscoprire ogni volta che esistano ancora ambienti incontaminati, dove la natura e le sue forze regnano sovrane.” Poi tace.
Riprendiamo il cammino e scendiamo verso il lago Zancone, senza raggiungerlo, per poi risalire verso il lago Rotondo. Piero mi racconta di quanto per lui sia significativo condividere queste sue esperienze e di come internet sia stato utile per veicolare la sua passione e fare conoscere le centinaia di escursioni compiute: Mi piace pensare che le escursioni che mi soddisfano possano interessare anche ad altri appassionati di montagna. Mi piace pensare che le belle emozioni da me provate le possano provare, ugualmente, anche altri. E poi l’apprezzamento da parte di tanti appassionati di montagna del lavoro svolto mi gratifica e mi stimola a continuare con passione.” Piero non è un collezionista seriale di cime, lo vedo meglio nei panni di un buongustaio che si gode ogni pietanza e nello stesso modo organizza le sue uscite e con gli amici se le gode senza fretta, senza affanni, con una semplicità estrema e genuina. Tra le tante parole a un certo punto ha detto una cosa che mi ha colpito: “Oltre il sentiero cerco ... il respiro del corpo, della mente, dell’anima.” Se devo sintetizzare in due parole quali sono i riferimenti di Piero e del suo camminare, mi verrebbe da dire: piacere e scoperta.
Mentre rifletto sul senso di queste due parole, il sentiero lentamente perde forza e si spiana, depositandomi nella conca del lago Rotondo, nel cui specchio d’acqua si riflette la piramide del Pizzo di Trona. Lì, di fronte a questo spettacolo, ho la conferma di come siano calzanti le parole “piacere” e “scoperta” all’andare per monti di Piero. Lui si volta, mi guarda e sorride; come fosse il custode di quel regno con un gesto del braccio e la mano aperta, mi mostra le montagne che ci circondano, mi indica la ripida traccia che porta alla sella e da li sulla cima del Pizzo Paradiso.

Dopo una breve pausa ripartiamo. Sull’erto pendio, che ci conduce alla vetta, poche ed essenziali sono le parole e restano soltanto gli sguardi che non riescono a nascondere la soddisfazione di essere giunti sino lì. Una volta sulla cima, ci stringiamo la mano e ci sediamo nell’erba. Ora ho un’ultima domanda per Piero: “Cosa senti in momenti come questo?” Lui ci pensa un attimo, mi pare indeciso e mentre lo sguardo si perde lontano: “L’emozione è forte, quando raggiungo la cima, specie se mi ha comportato fatica. In vetta provo gioia, soddisfazione, orgoglio, ... e finalmente mi rilasso mentre mi godo il panorama. Poi penso che non vorrei più scendere e sono dispiaciuto del tempo limitato che mi resta per godere di tutte queste emozioni. – Piero si volta  verso me e mi fissa con gli occhi che sorridono e infine esclama – Nessuno vorrebbe lasciare mai … il Paradiso



Pubblicato su "OROBIE" - 2016

Per conoscere Piero Gritti www.pieroweb.it

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