martedì 20 settembre 2022
#roccia - Crozzon di Brenta - Via delle Guide
giovedì 1 settembre 2022
#roccia – G.M. e ritorno in Alben
Non è passata nemmeno una settimana e mi ritrovo nuovamente a scalare in Alben, sulla parete nord-ovest della Cima della Croce. L’idea era di tornarci da solo per salire la linea che avevo visto, immediatamente a sinistra, durante la salita solitaria di "Gigante Buono". In settimana ho reperito alcune info in rete e la relazione dei primi salitori grazie a Dario Eynard. All’ultimo momento Cardu si libera e allora ci si va insieme ma in bicicletta. La giornata è stupenda e ci godiamo il nascere del nuovo giorno mentre pedaliamo lungo il fiume e imbocchiamo la Val del Riso. La salita, una tra le più belle salite su strada delle nostre valli bergamasche, è lunga e ce la guadagniamo pedalata dopo pedalata. Prima di Oneta ci affianca un’auto ed una voce conosciuta esclama “Non ci posso credere!”. Ennio Spiranelli ci supera e si ferma a bordo strada, scambiamo due chiacchiere e ci facciamo due risate, ci salutiamo. Lui con Andrea Spiranelli e Davide Poloni vanno in Arera a fare qualche tiro di corda sulla nord. La salita prosegue senza altri incontri e ci gustiamo l’arrivo al colle di Zambla, con una fetta di torta ed un cappuccino, e quindi ci dirigiamo nella Conca d’Alben. Cambio assetto e siamo già in cammino sul ripido sentiero che conduce alla base della parete. Eccoci all’attacco, ci prepariamo, si parte. La roccia è bella e la chiodatura è buona, lunghezza dopo lunghezza, in una successione di muri, diedri e fessure, intervallate da cenge e brevi raccordi in canali erbosi, prendiamo quota. Le soste sono comode e a prova di bomba, insomma ce la godiamo sino all’ultima lunghezza da dove decidiamo di non proseguire in cresta sino alla cima ma di scendere in doppia. Certo manca l’esposizione come per tutte le altre vie della parete ma, come per “Gigante Buono” e “Gocce di Rugiada”, anche questa salita merita di essere ripetuta e visto lo sviluppo modesto può anche essere concatenata ad una delle altre due. Le difficoltà sono contenute massimo al 6a e alcuni passi in A0 sulla penultima lunghezza, che è strachiodata e senza patemi d’animo permette anche di provare i passaggi in libera, con un paio di movimenti che non superano il 6c. Sfilata l’ultima doppia, proviamo anche le due lunghezze poste sulla destra dell’attacco e che costituiscono una variante di partenza decisamente più dura e ben chiodata. Il rientro come al solito corre via che è un piacere, le biciclette cariche sfrecciano sulla discesa di Zambla sino in fondo valle, poi la ciclabile garantisce sempre una pedalata rilassante. Ad Alzano saluto Marco e mi avvio verso casa, come al solito passo sotto il murales che raffigura la Madonna d'Alzano, un capolavoro del 1485, opera del Bellini ed esposto all'Accademia Carrara. E, come sempre, affronto “allegramente” la salita al mio paesello d’Olera.
mercoledì 24 agosto 2022
#roccia - Solitudine e un Gigante buono
Sono passati alcuni anni da quando mi sono fatto l'ultima vietta solo soletto. Da un poco mi era tornata la voglia ma non avevo ancora trovato l'occasione giusta.
Gocce di rugiada (verde) - G.M. (rosso) - Gigante buono (giallo)
1. GIGANTE BUONO
Mariano Giacalone, Giorgio Pozzoni, Cristian Previtali, 18-19 giugno 2022
210 m (7L)
6a/RS2/II, 3h00’
Note: è l’ultima nata e conta già numerose ripetizioni, merita di diventare una classica, linea moderna e di stampo “plasir” con chiodatura mista a fix e chiodi, per la sesta lunghezza è utile i friend n. 1 (rosso) della BD. La via unisce con grande intuizione una serie di pilastri e placche fessurate dalla roccia sana e ben lavorata, alcuni raccordi e sezioni più facili nulla tolgono alla bellezza e all’impegno della via.
Materiale: due corde da 60 m, 12 rinvii, cordini, alcuni friend medi.
Accesso: Dal parcheggio in località Conca d’Alben (1345 m) si risale nel prato a destra dello ski-lift, la traccia si fa ripida e intercetta un sentiero che si segue verso destra, entrando nella boscaglia, ben presto si impenna e risale il versante (bolli rossi) sino a sbucare, nei pressi dei ruderi della stazione d’arrivo di una seggiovia, sui ghiaioni basali della parete nord-ovest, caratterizzati da vecchie e fatiscenti strutture paravalanghe. Proseguire lungo il sentiero (bolli rossi) che costeggia sulla destra il ghiaione, sino ad una selletta, dove si raccorda con il sentiero che sale dal Pian della Palla, si continua a salire in direzione della bocchetta posta tra la Cima della Croce e la Cima della Spada e dove si avvicina alla parete lo si abbandona per attraversare il pendio, tra i vecchi paravalanghe, e raggiungerne la base. (400 m D+; 1h00”)
L1: 35m 6a. Salire la fessura che solca il pilastro, aggirare un mugo sulla destra e proseguire verso sinistra su placca fessurata (4fix, 2ch, 1 clessidra).
L2: 20m 5b. Procedere verticalmente su muro fessurato per poi proseguire su un vago sperone e per balze sino alla sosta (2fix, 3ch).
L3: 35m 5c. Salire un muretto sopra la sosta e spostarsi su cengetta a destra sotto uno strapiombino, lo si rimonta e si prosegue su bella placca fessurata, infine per balze alla sosta (5fix, 5ch, 1 clessidra).
L4: 40m 5b. Continuare su balze sino alla base del diedro che si sale verso destra, al suo termine si prosegue diritti sullo sperone, prima verticale poi adagiato, sino ad un canale erboso che si attraversa a sinistra per sostare su una placca sotto un mugo (1fix, 5ch, 1 clessidra).
L5: 20m 3. Tiro di raccordo in un canale erboso che può essere unito a quello precedente (1ch).
L6: 35m 5c. Si percorre il bel diedro fessurato che incide la parete verso destra, al suo termine si prosegue verso sinistra su terreno articolato e facili risalti (3fix, 2ch, BD rosso, 1 spuntone).
L7: 45m 4a. Salire il muretto articolato sopra la sosta e spostarsi progressivamente a destra sino a giungere sullo sperone percorso dalla “Via Clipper” che si segue verso sinistra sino al suo termine dove si sosta (2fix, 2ch, 2 clessidra).
Proseguire a destra, in direzione sud, lungo la cresta sino alla croce di vetta.
Discesa: è possibile scendere in doppia (meglio dalla sosta), opzione da seguire solo se non vi è nessuno impegnato in parete. Si consiglia di proseguire in cresta sino alla vetta e scendere dalla normale.
giovedì 11 agosto 2022
#roccia - Arera di nuovo - Capanna 2000 e Piccolo Jury
Lo scorso fine settimana doveva essere "lungo". Lungo quanto basta per contenere tutta la meraviglia, il piacere e la fatica che ti possono donare un viaggio in bicicletta e la salita di una grande parete. Ma i desideri sempre devono fare i conti con gli accadimenti o più semplicemente si devono riporre in un luogo sicuro e ci si deve adattare alle condizioni metereologiche.
#roccia – “Cinzia e Virna” sul Pizzo Arera
Grazie a chi chioda e pure a chi richioda.

























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