mercoledì 2 maggio 2018

#sisifofelice - Felici

(giovedì ‎26 ‎aprile ‎2018, ‏‎10:12:20 - Forcella Pizzo di Porola, 2922 m slm)


Giovedì 26 aprile, dopo sei giorni passati sugli sci abbiamo affrontato il passaggio incognito dell'intera traversata: la discesa dalla forcella di Porola sulla Vedretta del Lupo. Giunti al Rifugio Coca, vista la meteo sfavorevole che, oltre all'isoterma altissima e valori delle minime e delle massime di circa 8° sopra i valori medi della stagione che avevano caratterizzato tutti i giorni precedenti, ci avrebbe piazzato alcune notti di cielo coperto e quindi con nessun rigelo notturno, abbiamo deciso di scendere a valle per tornare a chiudere i conti con "la traversata" con condizioni un poco più favorevoli. L'isoterma lunedì si abbassa sensibilmente e pure i valori delle minime e delle massime, in serata risaliamo al rifugio Coca. Questa mattina, alle 4,20, riprendiamo il nostro viaggio attraverso le Orobie esattamente da dove lo avevamo sospeso. Il rigelo è ottimo e la neve è portante, ricoperta pure da due dita di polvere alle quote più alte. La discesa dalla Bocchetta dei Camosci, verso la Val Morta, si rivela essere la più impegnativa e ingaggiosa dell'intera traversata, per le pendenze e la strettoia che strozza il canale alla sua metà, ma la qualità della neve è ottima. Dopo la lunga ripellata per tutta la conca del Barbellino e su sin sotto i tralicci del passo di Caronella, la discesa in Valle di Caronella è stata pura libidine.
Io e Marco, Re Cardu per gli amici, siamo felici per questa esperienza vissuta insieme, per le fatiche e il piacere condiviso nell'attraversare luoghi stupendi. E un pensiero va a Franco Maestrini e Angelo Gherardi che per primi, 47 anni or sono, affrontarono questo meraviglioso viaggio tra le nostre montagne di casa.
Infine voglio ringraziare Roby. che ci ha accompagnato nelle due tappe da Foppolo al rif. Coca, e soprattutto ad Alberto che ci ha scarrozzati, assistiti, supportati in tutti questi giorni.
La nostra traversata in pochi numeri: 7(6+1) giorni, 72 ore e 30 mn sugli sci, 179 km, 14,700 m D+


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#sisifofelice - Soli


(mercoledì ‎25 ‎aprile ‎2018, ‏‎12:41:32 - Valle di Venina, 2116 m slm)


"Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita, Sono
impastata di silenzio e di vento.
Sono antica."
(M. Gualtieri)



Fa caldo. Siamo al quinto giorno, di questo viaggio sugli sci tra le montagne di casa. Da quasi otto ore siamo in cammino. Tre colli, alle spalle, ci separano da Foppolo e altri due, di fronte a noi, ci porteranno al lago di Scais.
Fa caldo. Il tempo scorre lento, come lenti avanzano i nostri sci nella neve molle. Le pelli di foca sono zuppe d'acqua e ne senti tutto il peso, tutto l'attrito, ad ogni passo. La fatica, a quella non ci fai più caso, è un dato di fatto con cui convivi.
Fa caldo. Ognuno procede in silenzio, assorto nei suoi pensieri, contando i passi tra un inversione e l'altra, con il sudore che cola e brucia negli occhi. Il sole ti batte sul collo, l'odore di crema solare ti riempie le narici.
Fa caldo. La solitudine di queste valli è un dono inestimabile, un abbraccio che solleva oltre gli orizzonti di neve e di pietra, un'occasione per lasciare fluire i pensieri, liberi di vagare nel silenzio e nel vento. Attraversiamo e ci lasciamo attraversare.
Fa caldo. Siamo soli.


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#sisifofelice - Aurora


(lunedì ‎23 ‎aprile ‎2018, ‏‎06:33:52 - Rifugio Benigni, 2222 m slm)


"Spargiti piccola esca di luce, abbocchiamo
ai tuoi ami d'oro e siamo contenti"



Per tutti e sei i giorni della traversata, nella patella dello zaino, mi sono portato un libriccino, una raccolta di poesie di Mariangela Gualtieri, dal titolo "SENZA POLVERE SENZA PESO". Non ho letto molto, arrivavo a sera sempre stanco e con mille cose da fare. Prima di tutto si dovevano fare asciugare scarpe e vestiti, poi mangiare e prepararsi per la notte. Di tempo per leggere ne rimaneva gran poco, ma alcuni versi letti casualmente sono stati illuminanti, hanno creato risonanze inaspettate con gli attimi vissuti. E tutto questo mi piace "e siamo contenti". Lunedì poi le cose non sono andate benissimo, prima uno sci si è rotto e poi anche il cellulare ha deciso di smettere di funzionare. Poco male! Il cellulare di Re Cardu funzionava benissimo ed Alberto mi ha recuperato gli sci vecchi. Cosa avrei fatto SENZA PAROLE SENZA PESO e senza gli amici?


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#sisifofelice - Stanchezza

(domenica ‎22 ‎aprile ‎2018, ‏‎‏‎09:16:44 - Pizzo dei Tre Signori, 2554 m slm)

E anche il secondo giorno è andato. Un lungo giorno iniziato nel buio, alla luce delle frontali, col fragore delle acque del Troggia a fare da colonna sonora e uno zaino da spavento sulle spalle. La strada sino in Biandino pare non finire e c'è servita tutta, sino all'ultimo metto per vedere sorgere il nuovo giorno. E poi fioriture di crociera,, e neve, e laghi, e cime, e torrioni, e salite, e discese. E due amici che ci attendono in vetta al Tre Signori. A Roby, che sostituisce i mie bastoncini, di cui uno rotto, con i suoi, un grazie immenso. E fatica, oggi si, tanta fatica che si accumula e non so più dove mettere. Ma gli scenari in cui sci-voliamo sono unici e aiutano, attirano e sospingono. E infine il rifugio sommerso dalla neve, la fatica che si scioglie al sole, mentre me ne sto sdraiato sulle lamiere del tetto. Il locale invernale è piccolo e accogliente, e dai nostri zaini esce tutto il necessario per cambiarci, per mangiare e per dormire. E la fatica? Quella piano piano se ne va, e nel sacco piuma, ho tutta la notte per salutarla. Ciao Stanchezza, a domani. Tanto so che tornerai a farmi compagnia.


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#sisifofelice - Essenziale

(sabato ‎21 ‎aprile ‎2018, ‏‎‏‎09:06:34 - Grigna settentrionale, 2410 m slm)


Oggi siamo partiti, a piedi e sci sullo zaino. Abbiamo attraversato borghi e boschi, sino a quando non abbiano trovato l'essenziale. Il bianco della neve, il blu del cielo e una linea obliqua dove si baciano. Abbiamo seguito la linea, siano saliti sino dove la linea smette di salire. E non c'è restato altro da fare che scendere. Neve, cielo, bianco, blu, salire, scendere ... solo l'essenziale.


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#neve - Fantasia


L'altra sera ho passato quattro ore nella sala d'attesa di un pronto soccorso e il caso ha voluto che, prima di uscire da casa, mi fossi preso l'e-reader. Nella sala d'aspetto mentre attendendavo l'ho acceso e mi sono ritrovato sotto gli occhi una raccolta di poesie di Emily Dickinson. Alcune le conoscevo altre no. Belle, alcune più che belle, direi magiche. Ed ogni volta che leggo i suoi scritti non posso fare a meno di pensare alla storia di questa donna incredibile. Poi mi sono imbattuto in questa poesia e non ho potuto fare a meno di pensare alle mie praterie di neve, alle mie api sciatrici, alle mie gaggie di pietra e alla fantasia che tutto muove e tutto può.
Ed ora provate a leggere la poesia di Emily Dickinson ad alta voce. Dai! Non abbiate vergogna. Ad alta voce. E ne gusterete il ritmo stupendo. Lo stesso ritmo che ci sospinge sulle praterie fatte di neve.
"Per fare una prateria ci vuole un'ape e una gaggia,
un'ape, una gaggia,
e fantasia.
La fantasia da sola è sufficiente,
se l'ape è assente."

#neve - Sisifo felice


"Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo."

Albert Camus

Siamo condannati a vivere? E allora viviamo con intensità ogni giorno, ogni gesto, ogni curva. Non c'è nessun macigno che, spinto in cima alla montagna, ci sfugga dalle mani rotolando sono a valle. Non c'è nessun macigno che, finito sul fondo di un pendio, ci obbliga a prenderlo e sospingerlo nuovamente sulla cima. Siamo noi il nostro macigno, e le montagne se ne stanno lì in silenzio, a noi la scelta libera e consapevole di salirle e scenderle per poi nuovamente salirle e scenderle, riconoscendo i nostri limiti, finché ne avremo le forze, finché il desiderio non si spegne. Noi siamo i padroni dei nostri giorni, responsabili della nostre scelte, attenti nel dare un senso alle nostre fatiche, pronti a cogliere ogni attimo di felicità. "Bisogna immaginare Sisifo felice"


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